In questa sezione trovi le risposte ad alcune delle domande più frequenti. Per ulteriori informazioni, non esitare a contattarci.

Cos'è una criptovaluta?

Una criptovaluta (o crittovaluta o criptomoneta) è una valuta paritaria, decentralizzata digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, consente di effettuare pagamenti online in maniera sicura.

Le implementazioni di criptovalute spesso usano uno schema proof-of-work come salvaguardia alla contraffazione digitale. Esse utilizzano tecnologie di tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cui nodi sono computer di utenti disseminati in tutto il globo. Su questi computer vengono eseguiti appositi programmi che svolgono funzioni di portamonete. Non c’è attualmente alcuna autorità centrale che le controlla. Le transazioni e il rilascio delle criptomonete avvengono collettivamente in rete, pertanto non c’è una gestione di tipo “centralizzato”. Queste proprietà uniche nel suo genere, non possono essere esplicate dai sistemi di pagamento tradizionale.

Sono state definite oltre 30 diverse specifiche e protocolli di criptovalute per lo più simili o derivate dalla prima criptovaluta mai implementata, il Bitcoin. Ad oggi, tutte le criptovalute sono tutte valute alternative rispetto alle valute con valore legale.

Quante criptovalute esistono attualmente?

Il Wall Street Journal ha censito solo 80 criptovalute, ma nel mercato mondiale circolano almeno 500 monete digitali. Per questa ragione una categorizzazione è complicata. Una possibile divisione riguarda la tecnologia che è alla base della produzione di criptovaluta. Da una parte, dunque, il bitcoin e la sua tecnologia open source, e dall’altra gli Altcoin creati da una modifica del codice dei bitcoin.

Cos'è il mining?

Il mining è il modo utilizzato dal sistema bitcoin e dalle criptovalute in generale per emettere moneta.

La rete bitcoin memorizza le transazioni all’interno di strutture di dati chiamate in gergo “blocchi”. Affinchè un blocco possa essere aggiunto alla catena dei blocchi, ovvero all’enorme database pubblico contenete tutte le transazioni in bitcoin, è necessario che un elaboratore lo “chiuda” trovando un particolare codice, che può essere unicamente azzeccato a furia di tentativi. Questa operazione cristallizza il blocco, impedendo qualsiasi modifica futura, e chi trova tale codice è ricompensato con una certa quantità di bitcoin (attualmente 25), più tutte le tasse delle transazioni da lui inserite nel blocco, come incentivo alla “donazione” di tempo macchina alla causa del bitcoin. Questa operazione è chiamata in gergo mining, nome che deriva dal parallelismo bitcoin-oro, nel quale il reciproco è costituito dai minatori che cercano strenuamente le pepite d’oro nella roccia.

Come si fa a minare criptovalute?

Il mining prevede l’utilizzo della potenza di calcolo della CPU e, soprattutto, della GPU (cioè del processore che equipaggia la scheda grafica del computer) e farlo su un computer normale non solo mette a repentaglio la “salute” della macchina ma richiede un consumo energetico talmente alto che renderebbe nullo, anzi addirittura costoso, qualsiasi incasso di coin. Qui entrano in gioco soluzioni alternative.

Tra le soluzioni più efficaci per guadagnare coin senza fondere il proprio computer e senza spendere un patrimonio in energia elettrica c’è il mining pool. Sfruttando la tecnologia del calcolo distribuito, questo sistema consente a più utenti sparsi in giro per il mondo di unire le forze, ossia le potenze di calcolo dei propri computer, per effettuare il mining. Ad operazione riuscita il valore del blocco minato viene suddiviso fra tutti i partecipanti.

odice dei bitcoin.

Quali sono i vantaggi delle criptovalute?

I vantaggi delle criptovalute sono molteplici: primo, tra tutti, la quantità totale di moneta limitata matematicamente. Poi l’impossibilità della falsificazione, garantita dal sistema crittografico, la rapidità dei trasferimenti e dei pagamenti, con una serie di costi incredibilmente minori rispetto ai normali circuiti bancari. Essendo sganciata dal circuito politico-governativo, una criptovaluta non può risentire delle crisi economiche e monetarie, senza dimenticare, poi, che la criptovaluta è utilizzabile in tutto il mondo.

Quale piattaforma (exchange) utilizzare per investire in criptovalute

Le piattaforme di trading che si usano per tradare le criptovalute si chiamano spesso “exchange”.

Dobbiamo distinguere due tipi di piattaforme (exchange):

  1. quelle che ti permettono di cambiare la moneta euro oppure dollari in cryptovalute (generalmente bitcoin e ether)

Ad Esempio: Coinbase, Xapo

  1. quelle che ti permettono di cambiare bitcoin e/o ether nelle altre criptovalute:

Poloniex, Bittrex, Bitfinex, etc…

Quindi quando si cambiano per la prima volta i tuoi soldi in criptovalute devi:

  1. attivare un account in una piattaforma di tipo 1 e cambiare i soldi in bitcoin e ether
  2. aprire poi anche un exchange di tipo 2 e cambiare bitcoin e ether nelle altre criptovalute

Si consiglia sempre fin dall’inizio entrambe le piattaforme (tipo 1 e tipo 2), in quanto la procedura di apertura richiede alcuni giorni e quindi meglio tenerle entrambe sempre pronte all’uso.

Nella sezione Guide ci sono le istruzioni per aprire account nei principali exchange.

Differenza tra exchange ed e-wallet

Gli exchange sono delle normali piattaforme di trading, che però servono a tradare le criptovalute.

Gli e-wallet invece sono dei portafogli elettronici criptati dove tu inserisci, spedisci o prelevi le tue criptovalute.

Un wallet quindi è concettualmente come un conto deposito bancario, dove puoi prelevare, depositare e spedire valuta ad altri wallet o ad exchange.

Ovviamente però nel wallet, contrariamente a un normale conto deposito, i tuoi soldi si trovano nella blockchain, quindi sono invisibili dall’esterno e sono inaccessibli, anche con le più sofisticate tecniche di hakeraggio.

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